Danza

La danza è il linguaggio dei movimenti attraverso cui un determinato popolo si esprime, è una misteriosa e affascinante forma di comunicazione.

Gli stili di danza sono molteplici, uno diverso dall’altro e riflettono la cultura e la struttura sociale di un popolo. In tutto il mondo si danza con movimenti del corpo molto diversi da regione a regione. Questa variazione geografica è legata a fattori climatici, alla cultura locale ed al diverso ruolo degli uomini e delle donne all’interno di una società.

Nelle regioni a clima caldo, le donne non stanno chiuse in casa con i figli ma vivono all’aria aperta ed accudiscono la prole partecipando ai lavori con gli uomini. La danza ha quindi uno stile dinoccolato: donne e uomini ruotano vigorosamente i fianchi e il bacino; il corpo si muove in ampie rotazioni e con movimenti sciolti, dinamici, flessibili in una esplosione di energia.

Questo tipo di danza è diffuso soprattutto in Africa orientale, nell’Asia meridionale e in Polinesia.

Nelle regioni fredde, lo stile della danza è rigido e imita la postura dell’uomo che pesca nel ghiaccio con lance ed arpioni: il busto è tutto rigido e, nei movimenti della danza, il tronco si mantiene sempre allineato:

Questo stile, detto unitario, è tipico delle popolazioni che vivono nell’Artico; i colonizzatori siberiani, hanno lasciato una impronta in tutta l’America centrale e meridionale. Lo stile unitario ha influenzato anche le danze dell’America sud-occidentale, degli indiani, dei danzatori degli altopiani delle Ande, dei turchi, dei monaci del Tibet, dei cinesi, dei giapponesi. Anche nel 90% dell’Europa occidentale, la danza è di stile unitario, come per esempio la danza scozzese caratterizzata dalla schiena rigida. Nelle regioni agricole del Danubio, fino all’India, la fertilità è sempre stata un valore importante per la comunità ed è per questo che nelle danze compaiono movimenti sensuali delle anche e del bacino. In America convivono lo stile rigido e lo stile dinoccolato dei neri.

I diversi popoli della terra trasmettono, nella maniera più genuina, con la propria musica e la danza, il loro animo, le loro usanze, il loro modo di vivere e di vedere il mondo. Assistere all’interpretazione di un a danza popolare è come aprire una finestra sul passato, è la manifestazione di amore e nostalgia per la propria terra, è la testimonianza di usi e costumi di un tempo. Attraverso le danze popolari si trasmettono la cultura e il carattere di un popolo.

Nei primi anni del secolo scorso, in certe zone del Polesine, la passione per il ballo era molto viva quasi come nell’Emilia Romagna.

Durante il periodo carnevalesco o in occasione delle feste padronali, comitive di giovanotti e ragazze si spostavano nel paese dove si organizzavano i festini più attraenti. Le orchestrine da ballo, formate da dilettanti, erano sistemate su un palco con i suonatori disposti su un’unica fila, rivolti verso il pubblico per meglio assecondare le evoluzioni e i ritornelli di coloro che danzavano.

La danza popolare è come il gioco in quanto coinvolge la parte emotiva e corporea della persona in modo globale, favorisce le occasioni d’incontro, di divertimento e di svago.

La Danza popolare

La danza non è sempre stata apprezzata dalla Chiesa soprattutto nel primi decenni del Novecento. Nei paesi della Lessinia, e molto probabilmente anche altrove, dove uomini e donne si trovavano per suonare e ballare, il prete non passava a benedire le case e castigava inoltre le ragazze che danzavano impedendo loro di mettersi la veste bianca e di portare la Madonna in processione nel mese di maggio.

Ai giorni nostri si cerca invece di tenere vive le danze tradizionali, riscoprendo passi e musiche attraverso
ricerche sul territorio per non perdere questo importante patrimonio che fa parte della nostra cultura.

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