Orienteering

L’orienteering è uno sport nato nei paesi scandinavi. In Italia non è ancora molto conosciuto, mentre in quei paesi è lo sport nazionale, come da noi il calcio. Fare orienteering significa avanzare sul terreno con l’aiuto di una cartina e di una bussola, determinando da soli la via migliore da percorrere, in base a scelte che tengano conto delle condizioni del terreno, della rete di strade e sentieri, degli ostacoli o delle zone pericolose, cercando di valutare quale sia il percorso più veloce e più vantaggioso per raggiungere la meta prefissata. Questo è l’orienteering praticabile a livello escursionistico. Ma, abbiamo detto, ormai è uno sport a tutti gli effetti con tanto di Campionati Mondiali, Nazionali ecc. ed ecco perché lo chiamiamo anche corsa di orientamento.

La gara di corsa di orientamento è praticamente una campestre dove però i concorrenti, partiti uno per volta a distanza di alcuni minuti l’uno dall’altro, con l’ausilio di carta e bussola, devono raggiungere nel minor tempo possibile il traguardo passando attraverso una serie di punti di controllo. Al momento della partenza viene consegnata a ciascun concorrente una carta topografica molto particolareggiata, sulla quale sono indicati con segni convenzionali la partenza, l’arrivo e i vari punti di controllo intermedi. Questi punti sulla cartina sono numerati progressivamente ed uniti con una linea retta ad indicare l’ordine da seguire durante la gara. Una volta partito, il concorrente sarà solo e non troverà alcuna segnalazione sul percorso (a differenza della corsa campestre), al massimo potrà incrociare le tracce lasciate da altri… ma quali saranno quelle giuste? Oppure potrà incontrare altri concorrenti… ma quali faranno la strada migliore? Quando il concorrente giungerà sul posto corrispondente ad un punto di controllo segnato in cartina, troverà come riferimento un prisma triangolare bianco e arancione detto Lanterna, qui dovrà punzonare il proprio cartellino di gara per segnalare il proprio passaggio.

Ecco il bello della corsa di orientamento: la scelta di percorso è libera, non obbligata; ognuno deve, leggendo la cartina, scegliere la via più veloce e vantaggiosa per trovere i punti di controllo e giungere al traguardo. E’ una attività sicuramente affascinante (immersi nel bosco, liberi di fare la scelta di percorso che più piace…) ma anche difficile (se si sbaglia direzione, non ci sono frecce indicatrici o altri aiuti simili). Il concorrente forte nella corsa, quindi, preferirà un percorso principalmente su sentieri anche se più lungo, mentre il concorrente più abile nell’orientamento s’inoltrerà nel bosco fitto, lasciando sentieri e strade sicure, prenderà più rischi ma farà un percorso più corto. Col procedere della gara inoltre la fatica si farà presto sentire influenzando pesantemente le capacità di ragionamento di entrambi. Attenzione comunque a non confondere l’orienteering con la caccia al tesoro; in quest’ultima prevale spesso il fattore fortuna, nella gara di corsa di orientamento, invece, il migliore riesce a prevalere solo in base alle sue capacità atletiche e alle sue abilità di orientamento.

Gli insegnanti del nostro Istituto hanno scelto di farci praticare questo sport avvincente, facilitati dal fatto che siamo immersi in un ambiente naturale. Anche quest’anno, dopo un torneo che ha coinvolto tutte le classi seconde dell’Istituto, è stata selezionata una squadra maschile ed una femminile che il 16 maggio parteciperà alla fase regionale dei giochi studenteschi di orienteering.

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